Antitrust: su lenticchie, pomodori e carciofi pratiche commerciali scorrette verso il Made in Italy

 L’ Antitrust nella sua adunanza del 20 settembre 2017 ha accettato gli impegni di tre aziende - Fertitecnica Colfiorito, Conserve Bonetto e Citres - che spacciavano per made in Italy lenticchie, carciofi, pomodori e capperi, provenienti da Canada, Egitto, Turchia e Marocco. I profili contestati investono la possibile confusorietà delle indicazioni relative alla provenienza della materia prima alla luce degli elementi grafici complessivamente presenti in etichetta

1. Fertitecnica Colfiorito S.r.l.  è attiva nel settore agroalimentare col marchio Colfiorito  ed, in particolare, si occupa della produzione, confezione e commercializzazione di prodotti alimentari come legumi, patate e granaglie.

Il procedimento concerne la diffusione, attraverso l’etichetta apposta sulle confezioni delle lenticchie prodotte e commercializzate dalla medesima ditta, di messaggi pubblicitari che potrebbero essere ingannevoli nella presentazione delle caratteristiche principali dei prodotti, con specifico riferimento all’origine geografica. Più precisamente, secondo l' Antitrust, le modalità di presentazione del prodotto, attraverso i segni grafici, i colori e la denominazione “Colfiorito”, potrebbero essere idonee ad evocare la provenienza geografica (italiana) del prodotto, in presenza di indicazioni inadeguate circa l’origine (canadese) delle lenticchie.

Con riferimento a tale etichetta, Colfiorito avrebbe posto in essere una pratica commerciale scorretta diffondendo informazioni non rispondenti al vero o, comunque, idonee, anche in virtù della loro presentazione complessiva, ad indurre in errore circa la provenienza geografica della materia prima impiegata, alterando sensibilmente la capacità del consumatore di assumere una decisione consapevole.

In relazione alla condotta sopra descritta, in data 30 maggio 2017 è stato comunicato alla Parte l’avvio del procedimento istruttorio n. PS/10866. In tale sede è stato ipotizzato che la condotta della società Fertitecnica Colfiorito fosse suscettibile di integrare una violazione degli articoli 20, 21,comma 1, lettera b)  e 22 del Codice del Consumo, in quanto la suesposta pratica commerciale appariva, prima facie, contraria alla diligenza professionale e potenzialmente idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione alle caratteristiche dei prodotti del professionista.

In data 19 giugno 2017, Colfiorito ha fornito riscontro alla richiesta di informazioni formulata nella comunicazione di avvio del procedimento.

In data 11 luglio 2017 la ditta ha presentato una proposta di impegni, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 9 del Regolamento, successivamente integrandola e fornendo una versione consolidata degli impegni in data 19 luglio 2017.

In data 28 luglio 2017 è stata comunicata alla Parte la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento.

L’Autorità ritiene che gli impegni proposti dalla ditta siano idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale.

2. La signora Maria Pia Sperotto, titolare dell’impresa individuale Conserve Bonetto (di seguito, anche Conserve Bonetto), è attiva nel settore agroalimentare col marchio Conserve Bonetto ed, in particolare, si occupa della produzione, confezione e commercializzazione di prodotti alimentari in qualunque modo conservati.

Il procedimento concerne la diffusione, attraverso le etichette apposte sulle confezioni di spicchi di carciofi in olio di girasole prodotte e commercializzate dalla ditta, di un messaggio pubblicitario che potrebbe essere ingannevole nella presentazione delle caratteristiche principali del prodotto, con specifico riferimento all’origine geografica. In particolare, l’immagine di un cesto di carciofi accostata a quella della bandiera italiana e alla dicitura “Prodotto e confezionato in Italia ”, riportate sull’etichetta delle confezioni, evocano una provenienza geografica che non appare corrispondere al vero, dal momento che i carciofi risultano importati dall’Egitto. Tali risultanze derivano dalla segnalazione del Comando dei N.A.S. di Padova pervenuta il 15 settembre 2016.

Con riferimento a tali etichette, Conserve Bonetto avrebbe posto in essere una pratica commerciale scorretta diffondendo informazioni non rispondenti al vero o, comunque, idonee, anche in virtù della loro presentazione complessiva, ad indurre in errore circa la provenienza geografica della materia prima impiegata, alterando sensibilmente la capacità del consumatore di assumere una decisione consapevole.

In relazione alla condotta sopra descritta, in data 30 maggio 2017 è stato comunicato alle Parti l’avvio del procedimento istruttorio n. PS/10865. In tale sede è stato ipotizzato che la condotta dell’impresa Conserve Bonetto fosse suscettibile di integrare una violazione degli artt. 20, 21, comma 1, lettera b ), e 22 del Codice del Consumo, in quanto la suesposta pratica commerciale appariva, prima facie , contraria alla diligenza professionale e potenzialmente idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione alle caratteristiche dei prodotti.

In data 16 e 20 giugno 2017, Conserve Bonetto ha fornito riscontro alla richiesta di informazioni formulata nella comunicazione di avvio del procedimento.

In data 11 luglio 2017 l'azienda ha presentato una proposta di impegni, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 9 del Regolamento, successivamente integrandola il 18 luglio e fornendo una versione consolidata degli impegni l’11 settembre 2017.

In data 28 luglio 2017 è stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento.

L’Autorità ritiene che gli impegni proposti dall'azienda siano idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale contestati nella comunicazione di avvio del 30 maggio 2017.

3. CITRES S.p.A. (di seguito, anche Citres), è attiva nel settore agroalimentare col marchio Citres , in particolare, si occupa della produzione, confezione e commercializzazione di prodotti alimentari in qualunque modo conservati.

Il procedimento concerne la diffusione, attraverso le etichette apposte sulle confezioni delle conserve “pomodori secchi a filetti in olio ” e
“frutto del cappero ” prodotte e commercializzate dall'azienda, di messaggi pubblicitari che potrebbero essere ingannevoli nella presentazione delle caratteristiche principali dei prodotti, con specifico riferimento all’origine geografica. In particolare, la dicitura “Product of Italy ” accostata ad una bandierina italiana - presente sulle etichette apposte sui vasetti delle conserve - attribuisce ai prodotti stessi una provenienza geografica che, in realtà, non sarebbe corrispondente al vero dal momento che i pomodori secchi ed i capperi risultano importati rispettivamente dalla Turchia e dal Marocco.  Tali risultanze derivano dalla segnalazione del Comando dei N.A.S. di Padova pervenuta in data 8 agosto 2016.

Con riferimento a tali etichette, Citres avrebbe posto in essere una pratica commerciale scorretta diffondendo informazioni non rispondenti al vero o, comunque, idonee, anche in virtù della loro presentazione complessiva, ad indurre in errore circa la provenienza geografica della materia prima impiegata dal professionista, alterando sensibilmente la capacità del consumatore di assumere una decisione consapevole.

In relazione alla condotta sopra descritta, in data 30 maggio 2017 è stato comunicato alle Parti l’avvio del procedimento istruttorio n. PS/10864. In tale sede è stato ipotizzato che la condotta della società Citres fosse suscettibile di integrare una violazione degli articoli 20, 21,comma 1, lettera b ), e 22 del Codice del Consumo, in quanto la suesposta pratica commerciale appariva, prima facie , contraria alla diligenza professionale e potenzialmente idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione alle caratteristiche dei prodotti.

In data 16 giugno 2017, Citres ha fornito riscontro alla richiesta di informazioni formulata nella comunicazione di avvio del procedimento.

In data 12 luglio 2017 l'azienda ha presentato una proposta di impegni, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 9 del Regolamento, successivamente integrandola e fornendo una versione consolidata degli impegni in data 13 luglio 2017.

In data 28 luglio 2017 è stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento.

L’Autorità ritiene che gli impegni proposti dall'azienda siano idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale contestati nella comunicazione di avvio del 30 maggio 2017.

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